Parrocchia Sant'Erasmo

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21-tord-23_agosto_2015

Signore, da chi andremo?

23 agosto 2015 - 21a domenica t. ord.

Carissimi,

Gesù ha parlato di sé come del pane disceso dal cielo: mangiare la sua carne e bere il suo sangue ci fa vivere del suo amore verso il Padre e i fratelli. Questa rivelazione trova il muro dell’incredulità degli ascoltatori. Molti si allontanano. Gesù pone ai Dodici la domanda Volete andarvene anche voi? Il Signore, di fronte a questa crisi, sfida la loro fede e li costringe a decidersi. Gesù si rivolge al gruppo suo più intimo e Pietro, a nome di tutti, risponde con la grande professione di fede: Tu solo hai parole di vita eterna, noi abbiamo creduto che tu sei il Santo di Dio. Il titolo «Santo di Dio» indica l'identità di Gesù nel suo rapporto unico con Dio. Solo Dio è santo. Gesù entra in questa identità. La sua unione con Dio, la sua intimità con Dio gli permette di stare in parità con lui. Egli è il Santo di Dio.La risposta di Pietro, a nome dei Dodici, è un’adesione di fede. Pietro aderisce a Gesù, anche se non capisce tutto. Egli ama veramente Gesù e le sue parole, anche se non le comprende pienamente. Il suo è un inizio di fede, che si completerà nelle esperienze successive, anche attraverso fughe e rinnegamenti.
Solo in seguito capirà chi è Gesù e cosa significano le sue parole.Oggi il Vangelo ci invita a riflettere sulla nostra fede e come le mie scelte esprimono la fede.
La parola di Gesù è sempre una spada che divide e giudica. E ci ricorda che
essere cristiani, prima di essere la scelta di un modo di comportarsi, è l’incontro con Gesù. Un incontro che cambia la vita. Io l’ho incontrato? Pietro non disse “dove”, ma “da chi” andremo. Con queste sue parole sottolinea quel rapporto di intimità con Gesù, che è il cuore della fede cristiana. La fede in Gesù discrimina gli uomini: quelli che credono nel Signore sono giustificati, liberati dal peccato, salvi; quelli che non credono si collocano dalla parte della privazione della salvezza con libera scelta. Siamo liberi di scegliere, ma avendo già vissuto la nostra esperienza con Gesù, ci domandiamo: chi potrà saziare la mia fame di verità e di felicità? Chiediamo allo Spirito Santo che ci illumini sempre in ogni nostra scelta, vi salutiamo don Vincenzo ed il diacono don Antonio

 

Chi lo sperimenta, lo sa!

I tuoi discorsi, o Cristo,
sono duri e seguirli non è

camminare su tappeti ovattati.

Sono discorsi di vita, di pane

dato anche al traditore presente
perché credi che l’amore è più forte.

È duro stare con Te,
quando il mondo intero
Ti volge le spalle

e per i discepoli – confusi –
perdersi nella massa è libertà.
Lo fanno tutti, si dice,

e tra i tutti c’è anche l’Iscariota.

Tempo verrà, “il tempo è galantuomo”

e i cuori saranno svelati.
Pur se tentato d’abbandono
sto con Pietro e Ti dico:

Tu hai parole di Vita
Tu sei il Santo di Dio.
Tu Parola che il vento non perde
Tu pane che pacifica il cuore

Tu solo, io amo e cerco,

Signore Gesù.
Amen.

Giuseppe Sacino

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