Parrocchia Sant'Erasmo

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22-t.ord-30_ago_2015

Gli insegnamenti di Cristo

30 Agosto 2015 - 22a domenica t. ord.

Carissimi,

conclusa la lunga digressione sul Pane della Vita con il capitolo VI di san Giovanni, ritornando all'evangelista Marco ci viene subito ricordato che i comandamenti del Signore sono fatti per essere messi in pratica. Seguire Cristo vuol dire mettere in pratica i suoi insegnamenti. E come ci dice san Giacomo nella sua lettera, questo significa servire il più debole e non «macchiarci» con le cose di questo mondo. Se scopriamo il volto di Cristo nel più debole, dobbiamo servirlo con la dignità che si merita; e non potremo chiedere niente in cambio. Se ci lasciamo prendere dalle cose di questo mondo (quelle che elenca Cristo nel vangelo), allora sì ogni cosa che faremo esigerà una ricompensa, questa però non è la strada giusta; saremmo come quelli che onorano Dio con le labbra, ma nel loro cuore hanno in mente tutt’altro. Il Dio nel quale crediamo e che amiamo in Gesù si è fatto vicino a noi: per questo è inammissibile che ci rivolgiamo a Lui solo con gesti esteriori senza l’affetto del cuore. La novità che Gesù suggerisce è quella del cuore, che ama Dio e ogni prossimo. Alleniamoci in questa settimana a far sì che la nostra vita sia coerente con le nostre parole e soprattutto con la Parola del Signore.
Rivolgiamo un pensiero ed un augurio a chi sta consumando le ultime ore di ferie, ma anche ai malati, alle persone sole e a quanti non hanno potuto che vivere il quotidiano di sempre. A questi vogliamo essere particolarmente vicini con gesti d'amore e la preghiera. A tutti, avviando il nuovo anno pastorale, estendiamo l'auspicio di iniziarlo con entusiasmo e umiltà. Pronti e generosi nel servizio, desiderosi di imparare dagli altri. Auguri!
Negli ultimi giorni di agosto, vi salutiamo nell’attesa di rincontrarci tutti, vostro don Vincenzo Gargiulo ed il diacono don Antonio

La legge: anima e sapienza del popolo di Dio

Signore Gesù,
tu stesso ci dici sei la via,
tu ci hai aperto la strada
che conduce al Padre

quando, entrando nel mondo,
rivolto al Padre dicesti:
«Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto.
Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.
Allora ho detto: "Ecco in vengo".
Sul rotolo del libro di me è scritto,
che io faccia il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero,
la tua legge è nel profondo del mio cuore» (Sal 40,7 9).
Il cuore, il centro della vita umana,
è stato per te il luogo dell'incontro con il Padre.
Nessun gesto cultuale hai anteposto al «fiat»
che era adesione piena della tua vita
al disegno divino di salvezza.
Ecco perché noi non saremo salvati
dalle nostre liturgie divenute abitudine:
per esse non entreremo in comunione con te.
Solo se rimarremo nel tuo amore,
compendio di tutta la legge,
avremo parte alla tua vita
che tu ci comunichi
nei tuoi santi misteri.

M. Masini

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