Parrocchia Sant'Erasmo

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23 T.ord 6 Settembre 2015

Generare comunicazione di salvezza

6 settembre 2015 - 23a domenica t. ord.

Carissimi,

I miracoli di Cristo non sono gesti spettacolari. Sono atti di bontà che manifestano la presenza del Regno di Dio tra noi, cioè la salvezza di tutto l'uomo. Così, la guarigione di un sordomuto, oltre che realtà, può essere «segno» di un intervento del Signore Gesù che ci libera il cuore.Il sordomuto, infatti, assomiglia a noi, quando siamo nel peccato. Dio ci è accanto, continua a parlarci, ma noi on lo sentiamo. Abbiamo vicino le persone più giuste e più buone, che desiderano aiutarci. Non prestiamo attenzione. Passiamo vicino a chi ha bisogno di un conforto, di speranza. Ma siamo soli al mondo, chiusi nel nostro egoismo.L'egoismo è sempre disattenzione a Dio e agli altri. È chiusura in noi stessi. È affondare nella solitudine e nella disperazione.Abbiamo bisogno di ascoltare e di parlare. Di ascoltare, innanzitutto. Per questo Dio ci ha creati con due fonti di ascolto! E una sola di comunicazione. Viviamo in una cultura intrisa di parole e vuota di senso e di passione. Talvolta, una persona che taccia e presti ascolto è una grande benedizione. Dio ci parla nella sua Chiesa. I fratelli ci dicono le loro sofferenze e le loro gioie.
Ascoltare e parlare
, intervenendo con saggezza e pulizia, con tenerezza e vigore, con il linguaggio giusto, con il tono appropriato. Dicendo ciò che va detto. Ne nasce una incomparabile comunione con Dio che rende sorridente la vita. Ne nasce una fraternità che ha Dio come Padre e Cristo come primogenito. Per morire e risorgere con lui. C’è un legame stretto tra ascolto della parola e capacità di comunicare. Chi non ascolta resta muto, anche nella fede. Questo miracolo ci fa riflettere sul legame tra le nostre parole e la Parola di Dio. Spesso noi non poniamo sufficiente attenzione al peso che hanno le nostre parole, al valore che ha il nostro linguaggio. Eppure per mezzo di esso noi esprimiamo noi stessi. Dio si è fatto Parola, comunicazione, dono di sé. L’uomo è anzitutto orecchio e lingua, come dicevamo sopra. Ascoltando è in grado di risponderGli: entra in dialogo con Lui, unito a Lui e simile a Lui. Questa è la fede: incontro, relazione, comunione.
Dopo i brevi, o lunghi mesi estivi, assediati dal caldo, c'è da augurarsi che siano stati per tutti di buon riposo per ricominciare più distesi e sereni.
Settembre è il mese in cui riprendiamo la vita della Comunità. I gruppi fanno verifica e programmazione. Anche la scuola è pronta per spalancare i propri battenti.
Un bel augurio per l'anno pastorale che comincia, vostro don Vincenzo Gargiulo ed il diacono don Antonio

«Effatà» (Apriti)!

Signore Gesù,

ci mostri la tua potenza di salvezza
davanti alla sofferenza

che nelle sue svariate forme è presente anche oggi.

Tu permetti tali sofferenze perché per esse

intendi liberare l’umanità dal peccato

e procurarle una vita soprannaturale.

Ti rechi in un territorio pagano

per operare un miracolo,

non solo per indicare che vuoi portare

la salvezza agli esclusi

ma anche per liberare coloro che,

agli occhi dei Giudei, sono i castigati: ciechi, sordi,muti, zoppi.

Nel mondo odierno ci sono

molti esclusi, fragili, emarginati,

bisognosi anch’essi di essere guariti

dal tuo amore misericordioso.

Ti presenti come il liberatore di un sordomuto,

incapace di ascoltare e parlare.

Siamo sordomuti anche noi:

sordi ai richiami dello Spirito

e muti, perché incapaci di parlare

con la vita e le opere.

Apri, o Signore, i nostri orecchi

all’ascolto della tua Parola

e donaci di annunciarti con la vita

quale unico salvatore del mondo.

Antonio Merico

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