Parrocchia Sant'Erasmo

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25-t.ord-23_set_2015

Farsi servi!

23 settembre 2012 - 25a domenica t. ord.

Carissimi,

per le strade di Galilea Gesù porta avanti la formazione dei discepoli, preparandoli a seguire i suoi passi e a continuare la sua causa, perché sa che all’orizzonte si profila la dura prova del dono di sé. Annuncia loro la sua passione. Il viaggio che Gesù compie assieme ai discepoli è il simbolo del cammino della vita, dell’itinerario della propria crescita spirituale. In questo cammino Gesù confida ai discepoli i pensieri più segreti e dice: “Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno”. I dodici non capiscono anche se le parole sono chiare. Perché? Perché il loro cuore e la loro mente sono lontani dal cuore e dalla mente di Gesù; i loro pensieri sono diversi da quelli del Maestro.

Il seguito del racconto è disarmante. Fa supporre che Gesù, durante il cammino sia rimasto solo davanti al gruppo dei discepoli. Ed essi senza tener conto delle drammatiche parole del Signore, si sono messi a discutere su chi tra di loro dovesse prendere il primo posto. Marco scrive: “Quando fu in casa,,, sedutosi, chiamò i Dodici” e si mette a spiegare ancora una volta il Vangelo e a correggere, da buon Maestro, il loro modo di pensare. “Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti”: Gesù sembra non contestare la ricerca di un primato da parte dei discepoli. Ne rovescia però la concezione: è primo chi serve, non chi comanda. Come Gesù. Il primato dell’amore soppianta quello dell’egoismo.

La consegna di Gesù continua ad essere necessaria anche per tutti noi. A nessuno piace essere l’ultimo o servire gli altri. Il fatto di cercare i primi posti e voler essere «il più importante» e sgomitare per «esserci nella foto», non capita solo in politica, ma anche nelle relazioni tra famiglie o dentro la nostra comunità. Ma l’essere discepoli di Gesù consiste nell’imitarlo nella decisa e totale donazione di sé e nel servizio. Lo mostrerà in concreto quando prenderà l'asciugamano per lavare i piedi dei discepoli e sulla croce dando la vita.

Carissimi, verifichiamo le nostre scelte di vita, entriamo nel nuovo anno pastorale con un solo desiderio, farsi servi di Dio nei fratelli, per amore, vostro don Vincenzo Gargiulo ed il diacono don Antonio.

 

Preghiera per il servizio

Signore,
mettici al servizio dei nostri fratelli
che vivono e muoiono nella povertà
e nella fame in tutto il mondo.
Affidali a noi oggi;
dà loro il pane quotidiano
insieme al nostro amore pieno
di comprensione, di pace, di gioia.
Signore, fa' di me uno strumento
della tua pace,
affinché io possa portare l’amore
dove c’è l’odio,
lo spirito del perdono
dove c’è l’ingiustizia,
l’armonia dove c’è la discordia,
la verità dove c’è l’errore,
la fede dove c’è il dubbio,
la speranza dove c’è la disperazione,
la luce dove ci sono ombre,
e la gioia dove c’è la tristezza.
Signore, fa' che io cerchi di confortare
e di non essere confortata,
di capire, e non di essere capita,
e di amare e non di essere amata,
perché dimenticando se stessi
ci si ritrova,
perdonando si viene perdonati
e morendo ci si risveglia alla vita eterna.
Amen.
Madre Teresa

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