Parrocchia Sant'Erasmo

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27 T.ord 04 ottobre 2015

La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa nel mondo contemporaneo".

4 Ottobre 2015 - 27a domenica t. ord.

La XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi – che tratterà nuovamente di famiglia – è stata convocata dal Santo Padre: si svolgerà il dal 4 al 25 ottobre, papa Francesco ci invita alla preghiera per il Sinodo.

Carissimi, oggi san Francesco, patrono d’Italia ci invita alla fratellanza universale. Auguri a don Franco il nostro Arcivescovo e a tutti quelli che portano il nome del “poverello di Assisi”, santo conosciuto ed amato universalmente.
Nel Vangelo di questa domenica Gesù affronta un tema di grande attualità anche per la Chiesa oggi che inizia il sinodo della Famiglia: alcuni farisei gli chiedono se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie.
Gesù riporta quella che era la prospettiva di Dio quando ha creato l’uomo maschio e femmina. Gesù cita con insistenza il testo della Genesi: l’unione dell’uomo e della donna esprime la méta di una pienezza umana. Non è l’uomo che acquista la proprietà della donna, ma l’uno e l’altra si arricchiscono a vicenda. Quindi l’unione procede da un progetto di Dio. Voglio proporvi a partire dal vangelo delle Beatitudini la vera felicità degli sposi cristiani. Ottobre è il Mese del Rosario, il mese Missionario, il giorno 4 inizia il nuovo sinodo dei vescovi sulla Famiglia.
In questi nuovi inizi anche per le nostre attività e la catechesi: Ispira, Signore, le nostre azioni e accompagnale con il tuo aiuto, perché ogni nostra attività abbia da te il suo inizio e in te il suo compimento. Buon mese di Ottobre, vostro don Vincenzo ed il diacono don Antonio

Beatitudini del matrimonio cristiano

1. La povertà evangelica è libertà dalle cose e rapporto libero tra le persone. L’amore, di cui Cristo è esempio agli sposi cristiani, è gratuito, non possessivo, tanto meno, strumentalizzante.

2. La consolazione come risposta piena al nostro anelito all’amore infinito, dobbiamo attenderla soltanto da Dio. L’amore coniugale è solo «sacramento» dell’amore assoluto di Dio.

3. La mitezza, che tra i coniugi si manifesta come tenerezza, pazienza, delicatezza, introduce nei rapporti familiari la concordia trinitaria.

4. Cercare la volontà di Dio, vivendo la nostra chiamata specifica alla santità, con l’attuare in pieno quanto Dio s’aspetta dal matrimonio cristiano, secondo i rimandi di Cristo.

5. La misericordia, che in famiglia è perdono scambievole, mi fa accogliere l’altro/a, senza rifiutarlo/a per i suoi limiti o sbagli. È su questa misericordia continua, e solo su di essa, che si basa l’indissolubilità del matrimonio.

6. La purezza di cuore: è il risultato del grande comandamento di Gesù. Solo amando Dio con tutto il cuore si potrà «vedere» la sua presenza nel coniuge, e vivere il duplice comandamento dell’amore.

7. I pacificatori imitano il Padre del figlio prodigo, il quale, non solo perdona suo figlio, ma cerca anche di riconciliare i fratelli tra loro (Lc 15,28). Chi fa quest’opera in famiglia si dimostra «figlio di Dio».

8. La «persecuzione», come insieme di ostacoli che rendono quasi impossibile il matrimonio cristiano, è quanto sperimentano oggi tante famiglie, tante coppie. Se però questi perseverano nell’impegno preso, davanti alla Chiesa, mostrano di essere già partecipi della vita di Dio.

Viviamo lo spirito delle beatitudini evangeliche e troveremo la vera gioia della famiglia.



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