Parrocchia Sant'Erasmo

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28 T.ord 11 ottobre 2015

Invitati speciali… perché amati

11 ottobre 2015 - 28ª domenica t. ord.

 

Carissimi,

Gesù ci invita ad una piena donazione, ci chiama alla perfezione dell’amore. Questo invito di Gesù è per tutti: tutti siamo chiamati a seguirlo, naturalmente ciascuno secondo quello stato di vita che ha voluto per lui. Gesù chiama tutti ad una vita totalmente nuova, ad una vita non più impostata sull’attaccamento ai beni materiali, ma al servizio dei fratelli nell’amore.

La vocazione è il tesoro nascosto, la perla consegnata ad ognuno. Preziosa e irripetibile. Come posso non rispondere? È questo il senso della responsabilità. È il muovermi dopo essere stato chiamato, soccorrere dopo essere stato perdonato, amare perché a mia volta, da sempre, sono amato. È una responsabilità che lega ad un amore unico, quello di Cristo e dei fratelli. È una gioia perché lui ha pronunciato il mio nome sin dal grembo materno. Lui ci viene in soccorso sempre.

La proposta di Gesù, troppo impegnativa, fa paura al giovane ricco del vangelo, che si allontana triste. Il cuore dell’uomo può ingannarsi. È l’inganno dell’autosufficienza, del bastare a se stessi, l’inganno del possesso dei beni come sicurezza e felicità della vita. Quando un cuore è così «fasciato» da presunte ricchezze, la proposta di Dio in Gesù può suonare come una minaccia o un attentato al proprio quieto o inquieto vivere. Così deve essere parso al giovane del racconto, e così a tanti oggi, prigionieri di se stessi e di una vita ricca di cose e povera di senso.

Occorre riconoscere che tutto è dono, a cominciare dalla vita, per essere liberi di donare e di donarsi. Finché ci si crede artefici di se stessi, il possesso dei beni e delle ricchezze è la miglior arma di difesa contro l’assalto degli altri, del mondo, contro l’assalto di Dio. Da Gesù ci si può allontanare, ma non gli si può impedire di amarci. Viviamo come amministratori dei beni che abbiamo con spirito di solidarietà e di apertura verso ogni fratello e la Comunità, vostro don Vincenzo ed il diacono don Antonio


«...Fissatolo, lo amò »

Signore Gesù,
tu fermi la tua attenzione,
che è amore,
su chi ti cerca con cuore sincero:
e lui ha intuito probabilmente
che l'unico buono sei tu.

Un bisogno di vita vera che duri in eterno,
un desiderio ardente di conseguirla
lo ha spinto a te, Signore,
ecco perché lo ami.

Ma forse lo ami anche e di più
perché tu vedi dentro,
vedi in quale fragile vaso egli porta
quest'anelito alla vita (cf 2 Cor 4,7)
e come sarà difficile per lui
aderire all'invito che gli rivolgerai.

Il tuo sguardo tuttavia, Signore Gesù,
(mi piace contemplarlo e sentirlo posato anche su di me)
è lo sguardo di chi vuol
instaurare un rapporto personale,

lo sguardo di un innamorato,
lo sguardo, soprattutto,
che riesce a penetrare nelle pieghe dell'anima
per provocare una risposta personale.

Guardami, Signore,
guardami ancora e sempre,
fammi capire che è il tuo amore,
solo l'amore che nutri per me personalmente
a rivolgermi l'invito: «Vieni e seguimi».

M. Masini

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