Parrocchia Sant'Erasmo

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17 gen 2016 2 domenica t.o.

IL VALORE DELLA GIOIA (Gv 2,5)

17 gennaio 2016 - 2ª domenica t. ord.

Carissimi, il vangelo di questa domenica ci porta a Cana di Galilea durante la festa di un matrimonio.

Il miracolo delle nozze di Cana, è conosciuto da tutti. Con Gesù, ci sono anche alcuni discepoli, non come protagonisti ma come spettatori: essi rappresentano i credenti che ascoltano e sono chiamati ad interrogarsi sul significato del segno che porta alla fede.

Può stupirci il fatto che sia il primo “segno” straordinario compiuto da Gesù, secondo l’evangelista Giovanni. Non c'erano ben altre esigenze, più urgenti e necessarie, in Galilea, a cui rispondere? In fondo, erano gli sposi a essere stati poco previdenti; la festa, in tono minore, poteva continuare lo stesso. Inizialmente, sembra pensarla così anche Gesù. La gioia è il cuore del “Vangelo” di Gesù, letteralmente “messaggio di gioia”. Dio tiene alla gioia dell’umanità, perché la ama. Anche quando gli eventi ci mettono in attesa, tra ingiustizie, disagi e sofferenze, Egli ci sussurra continuamente parole di speranza: la gioia è la meta e il motivo per cui vi ho creati, la gioia vincerà.

L’intervento della madre di Gesù durante le nozze sembra naturale: le sue parole attirano l’attenzione su una situazione di bisogno che si è creata. Maria contribuisce alla gioia esprime la sua fiducia nel Figlio e nella sua sensibilità amorevole nei confronti dei protagonisti della festa. La risposta di Gesù rimanda, con il riferimento alla sua “ora”, al progetto del Padre. Quasi a dire: posso intervenire non per la pressante urgenza e per la tua richiesta di madre, ma perché così corrispondo al disegno per il quale sono stato inviato.

Rivolgendosi ai servi, Maria pronuncia parole molto simili a quelle che Israele disse ai piedi del monte Sinai: “Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!”. Ai servi Maria dice: “Qualsiasi cosa dica, fatela”. Maria sa che quando mettiamo in pratica la Parola, noi costruiamo la casa della nostra vita sulla roccia. Per questo oggi lo dice a ciascuno di noi: fare la Parola, realizzarla nelle nostre azioni da quelle più semplici a quelle più impegnative. Questo può essere l’impegno di questa settimana.

18-25 gennaio: Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio

Vi invitiamo a rileggere la Parola di Vita nel nostro sito oppure a vedere il PPt preparato che ci può essere di aiuto alla meditazione, vi salutiamo cordialmente, don Vincenzo ed il diacono don Antonio

PREGHIERA PER L'UNITÀ

Con una preghiera antica e condivisa:

«Come questo pane spezzato

era prima sparso qua e là, su per i colli,

e raccolto divenne una cosa sola,

così si raccolga la tua Chiesa,

dai confini della terra,

nel tuo regno» (dalla Didaché).

Con una preghiera cattolica:

«Signore, che hai detto ai tuoi apostoli:

vi lascio la pace, vi do la mia pace,

non guardare ai nostri peccati,

ma alla fede della tua Chiesa,

e donaci unità e pace

secondo la tua volontà» (dal messale romano)

Con una preghiera ortodossa:

«O Dio, donaci la grazia

di prendere a cuore i grandi pericoli

della nostra disunione.

Allontana da noi ogni odio e pregiudizio

e tutto ciò che può impedire la vera concordia, così che,

come vi è un solo corpo e un solo spirito,

un solo Signore, una sola fede, un solo Dio Padre di tutti,

d’ora in poi siamo anche un solo cuore e una sola anima,

e preghiamo te con un solo spirito e una sola voce:

per Gesù Cristo nostro Signore. Amen»

(dalla liturgia giacobita, chiesa ortodossa siriaca).

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