Parrocchia Sant'Erasmo

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1 Quaresima 14 febbraio 2016

Non di solo pane vivrà l’uomo (Lc 4,4)

14 febbraio 2016 - 1ª di QUARESIMA

Carissimi, il cammino quaresimale può diventare per noi espressione concreta del nostro metterci al seguito di Gesù: anche a Lui non sono state risparmiate tentazioni, difficoltà e sofferenze.

Le tentazioni sono alternative a Dio. Il Dio a cui è giusto “prostrarsi” e non alle cose del mondo. Il testo evangelico della liturgia odierna ci mostra chi è Gesù e il significato della sua missione. Egli è il Figlio prediletto, che si rende solidale con la nostra condizione per aiutarci a superare ogni tentazione, a vincere tutto ciò che cerca di allontanarci da Dio.

Indifferenza, rivalità, vanagloria, mormorazioni, incapacità di collaborare, carrierismo, doppiezza, «Alzheimer spirituale» di chi perde la memoria delle radici della fede: atteggiamenti molto attuali e, purtroppo, consueti che invitano a un profondo esame di coscienza ogni cristiano, per lottare e vincere l’egoismo, l’ingiustizia, l’ incoerenza.

La prima tentazione che Luca ci presenta ha come argomento quello del pane. Sappiamo che Gesù nella preghiera del Padre nostro ci ha insegnato a chiederlo quotidianamente. E allora dove sta la tentazione? È la tentazione di strumentalizzare Dio e di chiedergli che soddisfi i nostri bisogni.

Noi però siamo fatti certamente di bisogni, ma soprattutto di desideri, che ci portano a desiderare i beni ancora più grandi, ossia quella Parola che, unica, può dare senso alla nostra vita. Sentiamo di essere fatti per ideali grandi, ma spesso la soddisfazione dei bisogni materiali tarpa le ali e ci accontentiamo di volare basso, senza riuscire a prendere il largo.

Impegniamoci in questa prima settimana di quaresima a concentrarci sulla volontà di Dio, che, se accolta e realizzata, ci avvicina a Lui, Buona Quaresima, don Vincenzo ed il diacono don Antonio

PIÙ FORTI DEL MALE

C’è anche oggi, Signore, nella nostra vita,

il diavolo, il principe del male,

colui che ci divide da te e tra noi.

Ha in serbo subdoli tentativi

di allontanarci dal bene e dalla verità.

Conosce tanti trucchi,

il primo dei quali è convincerci della nostra integrità

o della naturalezza di certi comportamenti negativi.

Usa il basso profilo,

per lasciarci nel dubbio della sua esistenza.

E intanto gode della nostra distanza da te.

Tu, Gesù,

l’hai affrontato di petto.

Sei sceso tra le fatiche e le miserie umane,

nel luogo più impervio ed essenziale,

solo con la profondità di te stesso.

E hai smascherato i suoi tentativi

di proporti una strada allettante ma fuorviante,

una scorciatoia possibile ma inutile.

Perché il Padre si aspettava puro amore, da te.

Gli appetiti materiali, il trionfalismo e la sete di potere

ti avrebbero distratto dalla lealtà di una vita a servizio di Dio

e della sua immagine presente in ogni tuo prossimo.

I vizi dell’ipocrisia, del narcisismo, del giustizialismo,

così consueti tra le categorie sapienti che ti circondavano,

avrebbero imbrigliato il vento nuovo delle tue parole di salvezza.

Dovevi essere testimone credibile del Regno che volevi costruire.

E ce l’hai fatta, superando ogni giorno le tentazioni,

fino alla mansuetudine nell’accettazione dell’ingiusta morte,

passaggio obbligato per la risurrezione.

Aiutaci, Signore, a essere vigili e forti di fronte al maligno.

Insegnaci a riconoscere i suoi suggerimenti,

anche quando sono giustificati o normali per il mondo,

per rendere culto solo a te e vivere secondo le parole della tua bocca.

La strada che hai percorso tu, verso la vita infinita e imperitura.

PIÙ FORTI DEL MALE

 

C’è anche oggi, Signore, nella nostra vita,

il diavolo, il principe del male,

colui che ci divide da te e tra noi.

Ha in serbo subdoli tentativi

di allontanarci dal bene e dalla verità.

Conosce tanti trucchi,

il primo dei quali è convincerci della nostra integrità

o della naturalezza di certi comportamenti negativi.

Usa il basso profilo,

per lasciarci nel dubbio della sua esistenza.

E intanto gode della nostra distanza da te.

 

Tu, Gesù,

l’hai affrontato di petto.

Sei sceso tra le fatiche e le miserie umane,

nel luogo più impervio ed essenziale,

solo con la profondità di te stesso.

E hai smascherato i suoi tentativi

di proporti una strada allettante ma fuorviante,

una scorciatoia possibile ma inutile.

Perché il Padre si aspettava puro amore, da te.

 

Gli appetiti materiali, il trionfalismo e la sete di potere

ti avrebbero distratto dalla lealtà di una vita a servizio di Dio

e della sua immagine presente in ogni tuo prossimo.

I vizi dell’ipocrisia, del narcisismo, del giustizialismo,

così consueti tra le categorie sapienti che ti circondavano,

avrebbero imbrigliato il vento nuovo delle tue parole di salvezza.

Dovevi essere testimone credibile del Regno che volevi costruire.

E ce l’hai fatta, superando ogni giorno le tentazioni,

fino alla mansuetudine nell’accettazione dell’ingiusta morte,

passaggio obbligato per la risurrezione.

 

Aiutaci, Signore, a essere vigili e forti di fronte al maligno.

Insegnaci a riconoscere i suoi suggerimenti,

anche quando sono giustificati o normali per il mondo,

per rendere culto solo a te e vivere secondo le parole della tua bocca. La strada che hai percorso tu, verso la vita infinita e imperitura

 

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