Parrocchia Sant'Erasmo

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2 Quaresima 21 febbraio 2016

Maestro, è bello per noi essere qui (Lc 9,33)

21 febbraio 2016 - 2ª  di QUARESIMA




Carissimi,
la Parola di Dio usa immagini forti: terrore, oscurità, buio fitto, sonno, paura. Esperienze che ci accomunano tutti, in questa vita.  Eppure, proprio tra le nubi, Dio è con noi. Egli è sempre fedele, non può tradire una promessa. Noi siamo fatti per la vita: il nostro misero corpo sarà trasfigurato in corpo glorioso, ricorda san Paolo. Il nostro destino è l’incontro con la gloria del Padre.
Nel brano del vangelo della Trasfigurazione sul monte Tabor, Luca ci fa conoscere che, in Gesù, Dio stesso rivela a noi la sua gloria. La persona di Gesù è sempre il centro della liturgia, ma oggi si sottolinea in modo particolare la luce che da Lui proviene alla nostra vita: Egli è  “il ponte” che ci unisce a Dio. E Dio e offre la possibilità di un’alleanza nuova, di una relazione che fa sentire la nostra vita preziosa e feconda.
Ascoltare Gesù perciò significa ascoltare Dio, cogliere quello che Lui desidera per noi, trovare la direzione della nostra vita e i criteri da seguire nelle nostre scelte quotidiane. I tre discepoli, nonostante la pesantezza degli occhi, rimangono svegli, cioè sono resi capaci di stare davanti a quella “finestra sul mistero” che viene loro offerta. Nel sonno “superato”, ognuno di noi può cogliere un insegnamento sull’efficacia della preghiera. La Quaresima è il nostro Tabor: il tempo per concentrarci sulle cose di Dio, per rilanciare la fiducia nel Signore lasciandogli il timone della nostra vita. Il tempo per prepararci alle notti di prova, sapendo che non finirà tutto lì. Buona domenica, don Vincenzo ed il diacono don Antonio

«È IL FIGLIO MIO: ASCOLTATELO»

Perdona, Padre,

per le parole di tuo Figlio che ho deliberatamente

accantonato, scartato, scordato.

Forse erano troppo dure da mettere in pratica,

o la mia cultura le aveva trascurate da troppo tempo.

«Chi vuol essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti».

Perdona la mia vanità e la mia resistenza al mettermi a servire.

«Di ogni parola vana che gli uomini diranno,

dovranno rendere conto nel giorno del giudizio».

Perdona i tanti discorsi inutili o taglienti, le parole false o offensive.

«Non accumulate per voi tesori sulla terra».

Perdona la mia avarizia o la semplice sfiducia nel domani.

«Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala».

Perdona la cattiva testimonianza, la mancanza di coraggio,

la ricerca del compromesso.

«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi,

anche voi fatelo a loro».

Perdona i peccati contro la fraternità, l’equità, la giustizia.

«Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello,

e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?».

Perdona la facilità con cui tendo a scusare me stesso

e a giudicare gli altri.

«Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano».

Perdona la scelta più comoda dell’ignorarli.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?».

Perdona la scarsa considerazione che ho del tuo amore provvidente.

Aiutami, Signore, ad ascoltarti di più.

Permettimi di essere in cammino

e di poter gioire quando riesco a fare un passo avanti.

Come fai, senz’altro, tu

«

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