Parrocchia Sant'Erasmo

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4 Quaresima 6 marzo 2016

L’amore smisurato del Padre

6 marzo 2016 - 4ª di QUARESIMA

Carissimi,

la riconciliazione è l’offerta che Dio ci fa: è una vera trasformazione, una nuova creazione che viene operata in noi.

La parabola del Padre Misericordioso o del Figlio prodigo è un capolavoro di bellezza, pone al centro un padre, da Gesù presentato come immagine di Dio, che attende il ritorno del figlio allontanatosi da casa. E quando il figlio ritorna, dopo aver preparato in cuor suo le parole da dire, il padre non lo lascia neppure finire e lo riaccoglie con immensa tenerezza.

La festa che ne segue è la gioia che Gesù sperimenta e comunica ai peccatori che vengono da lui e che rende visibile nella storia la gioia provata da Dio Padre quando gli uomini accolgono la parola di perdono offerta in Gesù.

Sappiamo poi che questo padre vorrebbe che anche l’altro figlio, il maggiore, facesse festa con lui. In quale protagonista riconoscersi? In uno o in tutti e tre, a seconda delle fasi della nostra vita? Andremmo veramente d’accordo con questo padre dall’amore esagerato o ci ritroveremmo più facilmente nelle rivendicazioni del figlio maggiore? Gesù vuole dirci che Dio è misericordioso, ma proprio per questo vuole che siamo fratelli misericordiosi tra di noi. Chiunque dovrebbe essere felice di un padre che, come scriveva Eric Fromm, non dice «Ti amo perché ho bisogno di te», ma «Ho bisogno di te perché ti amo». Questo è l’amore maturo, questa è la direzione di crescita dell’amore, questo è l’Amore di Dio per noi.

Proviamo in questa settimana a pensare alle occasioni che abbiamo di entrare nell’intimità e nella gioia del Padre e di compiere anche noi qualche gesto di riconciliazione con il prossimo, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

 

PADRE MISERICORDIOSO

Ti lodo e ti ringrazio, mio Dio,

per l’amore di Padre che tuo Figlio mi ha rivelato.

Anche a me, novello figlio incerto e peccatore.


Da lontano sai vedermi, così come sono e come posso essere.

Non ti dimentichi mai di me, perché il mio bene è la tua gioia.

Hai compassione e comprensione per il mio cuore e i miei pensieri;

non ti spaventi per le mie mancanze,

perché conosci le mie intenzioni e le mie fragilità,

rovescio della medaglia delle mie virtù.

Mi hai fatto tu così: non ti vergognerai mai di me.

 

Mi corri incontro, Signore,

perché il tuo amore non sa stare fermo.

Previeni le mie richieste, sai già ciò di cui ho bisogno.

Quando sembra non mi ascolti o tu non ci sia,

in realtà mi stai già aspettando un po’ più in là,

perché lì passa il mio personale percorso verso la pienezza.

 

Il tuo abbraccio è discreto come l’aria che mi avvolge,

forte come la gravità che mi radica alla terra,

caloroso come fiamma duratura per l’anima infreddolita.

Sei tu a gettarti al collo delle tue creature,

in un moto perpetuo di affetto e di considerazione,

la cui intensità nessun uomo potrebbe raggiungere.

 

Come un bacio è la tua Parola,

messaggio della mente e del cuore per l’umanità che ami.

Delicata o dirompente, simbolica o evidente,

semplice o esigente, profonda o coinvolgente:

basta un versetto o una citazione,

un suggerimento o un’intuizione,

e arriva una tua risposta, forse inattesa,

a fare della vita una banchetto, una musica, una danza.

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