Parrocchia Sant'Erasmo

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6-7_gen_2018

6 gennaio 2018 - Epifania del Signore

Siamo venuti ad adorarlo (Mt 2,2)

Carissimi,

la celebrazione dell'Epifania del Signore è un pò la «sigla finale» del periodo natalizio. Questa festa non è il giorno dei saggi provenienti dall'oriente, bensì il giorno dell'apparizione o manifestazione al mondo. Il termine «epifania» deriva dal culto dell'imperatore considerato divino, salvatore, soprattutto nel giorno del suo primo mostrarsi alle genti, la sua Epifania, l'inizio nuovo della salvezza. L’Epifania celebra la rivelazione di Dio, nel Figlio Gesù, al mondo intero. L’annuncio di un nuovo popolo di Dio, di un popolo senza confini, è simbolicamente contenuto nell’adorazione dei Magi, venuti dall’Oriente per rendere omaggio al Bambino di Betlemme. L’unità del genere umano, la nuova storia di fraternità e di pace, è il senso profondo della festa dell’Epifania. È un avvertimento alla vigilanza, perché non è scontato riconoscere il Signore quando si manifesta. Allo stesso tempo è un annuncio di speranza perché ci racconta di persone lontane che ricercano il Signore e lo trovano. Non ci sono distanze in grado di separare l’uomo da Dio. I Magi ci invitano ad adorare un Dio spesso diverso da quello che noi immaginiamo; un Dio non invidioso né geloso della felicità umana, ma venuto a condividere il dolore degli uomini per renderci partecipi della sua beatitudine. Anche noi troviamo Dio nel “giardino” della nostra vita; anche noi possiamo in ogni momento adorarlo e offrirgli in dono noi stessi. Dobbiamo chiedere con insistenza questo dono che è il dono dei doni: conoscere e amare Gesù Cristo. Buona festa dell’ Epifania, il vostro parroco don Vincenzo ed il diacono don Antonio


7 gennaio 2018 - Battesimo di Gesù

Il battesimo di Gesù e il nostro

Carissimi,

il Battesimo, che abbiamo ricevuto nel nome della Trinità, è la manifestazione dell’amore di Dio nei nostri confronti: Dio continua a guardare a noi come suoi figli e a comunicarci nuova vita nel suo Spirito. Battezzare significa «immergere». Come ci ricorda il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica «chi viene battezzato è immerso nella morte di Cristo e risorge con lui come “nuova creatura” (2 Cor 5,17)». Il Battesimo è un dono, una «grazia». Tutti noi siamo così inseriti nella famiglia di Dio e siamo introdotti nella comunione con Lui. Il ricordo del nostro Battesimo può essere proficuo: ci rende consapevoli dell’opportunità ricevuta e ci invita a sfruttarla, con fiducia e responsabilità.
La narrazione del battesimo di Gesù,
per analogia, ci porta a ripensare al nostro, ma soprattutto al valore che ciascuno di noi gli dà oggi. Ossia, cosa significa per noi essere battezzati?
Quello di Gesù non fu un semplice rito, ma punto di svolta della vita. Da sempre Gesù era fedele a Dio, ma ora iniziava una nuova missione: annunciare la paternità e l’amore di Dio per tutti, con i fatti e con le parole. Come cristiani con il battesimo abbiamo ricevuto gli stessi doni che ricevette lui: la conferma di essere figli amati di Dio; lo Spirito Santo come forza interiore trasformante, per assimilarci a Lui, camminando verso la santità. La domanda che dovremmo sempre porci, come battezzati, è suggerita dal Vangelo: il Padre si può compiacere di noi? È visibile il nostro impegno nel seguire i suoi comandamenti e la sua giustizia? Sta a noi semplicemente ricordare il battesimo o viverlo, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

IL MIO BATTESIMO

Signore, voglio ringraziarti per il mio battesimo.
Con il battesimo non sono diventato più bravo, più santo,

più intelligente, più religioso rispetto a chi non l'ha ricevuto.
Quante persone non battezzate sono più cristiane

di tanta gente che va a messa ogni domenica...

Anche a loro, tu, Signore, sei vicino e li ami come ami me.
Anche loro sono tue creature, tuoi figli,
sono una parte di te, un tuo seme nel mondo.
Anche loro respirano la stessa aria che respiro io,
affrontano gli stessi miei problemi quotidiani,
vorrebbero essere felici e avere la salute,
piangono quando muore una persona cara...
La differenza tra chi non è battezzato e chi lo è

non sta nelle cose della vita,

ma nel come si fanno le cose della vita.
La differenza non sta nel vivere, ma per chi si vive.
Per me che sono battezzato,
la vita ha senso se mi spendo per te, se vivo per te, se mi fido di te,
riconoscendoti presente in me e negli altri,
affrontando ogni giornata pensando che tu ci sei,
sentendo la tua presenza amica che guida questo mondo,
guardando la realtà e la gente con i tuoi occhi,
cercando l'eternità in ogni gesto d'amore che do e che ricevo.
Per me che sono battezzato, la vita ha una direzione: la tua, Signore.
Grazie per il mio battesimo!

(don Angelo Saporiti)

 

VANGELO VIVO

Kim Yu-Na, sudcoreana, 9 volte campione nazionale e medaglia d'oro a mondiali e olimpiadi di pattinaggio artistico su ghiaccio, ha conosciuto il cristianesimo per mezzo delle suore che assistono i malati nella clinica dove da adolescente è curata per problemi che potrebbero porre fine alla sua attività sportiva. Insieme alla mamma inizia il cammino che la porta al battesimo, col nome di Stella, in onore di Maria. «Nel momento del battesimo ho sentito un'enorme consolazione nel mio cuore. Ho capito che era l'amore di Dio e gli ho promesso che avrei continuato sempre a pregarlo».

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