Parrocchia Sant'Erasmo

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13_mag_2018_Ascensione

13 maggio 2018 – ASCENSIONE

Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio (Mc 16,19)

Carissimi,

come spiegare che Gesù appartiene a Dio, viene da Dio e a Lui ritorna al termine del suo percorso terreno ma continua presente in mezzo a noi? L’intento della festa dell’Ascensione è di presentare la fine della presenza visibile del Cristo nel nostro mondo e la sua nuova forma di presenza al mondo tramite la missione e la testimonianza affidate ai suoi. La conclusione della convivenza di Cristo con i suoi non significa né partenza dal mondo, né assenza dalla vita umana. È solo l’inizio di un nuovo modo di essere presente. Per Gesù Risorto l’ascensione è un traguardo raggiunto, per noi ancora un cammino da fare; un continuo cammino verso Dio, che attuiamo nell’incontro e nella disponibilità al fratello: la stessa strada di Gesù.

Gli undici vedono salire Gesù al cielo, ma questo non li rattrista. Infatti non lo perdono, ma egli diventa il Signore della storia, che li accompagna dovunque ed agisce in mezzo a loro attraverso il suo Spirito. Salire al cielo allora non vuol dire abbandonare la terra. Al contrario, solo ora Gesù può offrire la sua presenza e il suo amore veramente a tutti. Egli continua a visitare la nostra terra facendole dono della sua luce, della sua forza, della sua verità, continuando ad inviare lo Spirito Santo promesso agli apostoli.

Come possiamo tenere in cuore e mettere in pratica questa parola? Innanzitutto, se il fatto della glorificazione di Gesù apre alla speranza, la certezza della sua presenza dona il coraggio dell’impegno: nel luogo dove viviamo, con le persone che incontriamo. E il nostro impegno è a servizio del mondo intero: quindi cuore grande per orizzonti ampi. Attraverso le parole e le opere, nelle scelte di ogni giorno, con uno stile nuovo di vita. Buona festa della MAMMA che è sempre accanto a noi oggi e per sempre…don Vincenzo ed il diacono don Antonio


T'HO TROVATO

T'ho trovato in tanti luoghi, Signore!

T'ho sentito palpitare nel silenzio altissimo d'una chiesetta alpina,

nella penombra del tabernacolo di una cattedrale vuota,

nel respiro unanime d'una folla che ti ama

e riempie le arcate della tua chiesa di canti e d'amore.

T'ho trovato nella gioia,

ti ho parlato al di là del firmamento stellato,

mentre a sera, in silenzio, tornavo dal lavoro a casa.

Ti cerco e spesso ti trovo.

Ma dove sempre ti trovo è nel dolore.

Un dolore, un qualsiasi dolore, è come il suono della campanella

che chiama la sposa di Dio alla preghiera.

Quando l'ombra della croce appare,

l'anima si raccoglie nel tabernacolo del suo intimo

e scordando il tintinnio della campana ti «vede» e ti parla.

Sei Tu che mi vieni a visitare.

Sono io che ti rispondo:

«Eccomi Signore, Te voglio, Te ho voluto».

E in quest'incontro l'anima non sente il dolore,

ma è come inebriata del tuo amore:

soffusa di Te, impregnata di Te:

io in Te, Tu in me, affinché siamo uno.

E poi riapro gli occhi alla vita, alla vita meno vera,

divinamente agguerrita, per condurre la tua guerra.

(Chiara Lubich)

 

VANGELO VIVO OSPEDALIZZATI

La nostra città è sede di importanti centri ospedalieri che richiamano pazienti dall’Italia e dall’estero. Abbiamo pensato di creare una specie di agenzia per le famiglie che, dovendo accompagnare i propri malati, non hanno un punto di appoggio. Si è creata così una rete di sostegno e di solidarietà che coinvolge ormai tante famiglie: c’è chi va quotidianamente a fare volontariato in ospedale, chi cerca un alloggio per i parenti, chi uno specialista… Per molti siamo diventati un riferimento sicuro. Questa iniziativa è molto utile anche per noi: ci sentiamo sostenuti e incoraggiati a continuare. E.R. – Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 







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