Parrocchia Sant'Erasmo

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Non temere, soltanto abbi fede! (Mc 5,36)




Carissimi,
“Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano (...)” Sì, Dio ha creato l’uomo per incorruttibilità, lo ha fatto a immagine della propria natura. Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono». Oggi sentiamo queste frasi perentorie del libro della Sapienza, e probabilmente ci restano alcuni dubbi. È davvero così?
Il racconto della figlia di Giairo vuol essere un segno che la morte non spegne la vita dell’uomo e che la fedeltà di Dio permane oltre la morte; è un preludio a ciò che la risurrezione di Gesù annuncerà con maggiore chiarezza; è l’esperienza fatta da alcune persone accanto a Gesù, come Giairo e i discepoli: che vicino a Lui scompare la paura della morte, che essa non è la fine, che Dio non permette la scomparsa totale dell’uomo.
Certo, vorremmo avere chi amiamo sempre con noi. Nella fede in Cristo, speriamo in un ricongiungimento nel mondo di Dio, sapendo di essere sempre stati vicini, nell’amore. Paura, scoraggiamento, disperazione: queste sono le cose che uccidono l’uomo. La fede che non vacilla, la speranza che tiene duro nella lotta contro il male: questo porta salvezza all’uomo. Gesù riscatta le lacrime e le ferite dell’umanità, aprendole alla speranza e alla vita. In questa settimana facciamo nostra l’invocazione: “Credo, Signore, ma tu aumenta la mia fede” (Lc 17,5).
Ci auguriamo, carissimi, un buon tempo di riposo nei mesi di luglio e Agosto in modo particolare, approfittiamone, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.



UN AMORE MI ATTENDE
Cosa succederà dall'altra parte
quando tutto per me si sarà dileguato nell'eternità
io non lo so.
Ma credo, credo soltanto che un Amore mi attende.
Penso che allora dovrò fare, povera e spogliata di ogni cosa,
il bilancio della mia vita.
Ma non crediate che io mi disperi.
Io credo, credo con tutte le mie forze che un Amore mi attende.
Quando morirò, non piangete; è un Amore che mi prende.
Né avrò paura - potrebbe essere diversamente?
Richiamatemi soltanto alla memoria che un Amore mi attende.
Egli mi renderà interamente capace
di accogliere la sua gioia e la sua luce.
Sì Padre, io vengo a te nel vento,
in quel vento di cui nessuno sa né da dove viene, né dove va,
verso il tuo Amore che mi attende.
(Madre A. Aimée)


VANGELO VIVO

«È alquanto chiaro che, in primavera, io non sarò più vivo. Sperimenterò una nuova vita in modo differente. Benché non sappia cosa m'aspetta nell'aldilà, so che come Dio mi ha chiamato a servirlo al meglio delle mie capacità in tutta la mia vita in terra, Egli mi sta ora chiamando a casa. Molti mi hanno chiesto di parlare del paradiso e della vita ultraterrena. Talvolta sorrido a tale richiesta, perché ne so tanto quanto loro. Eppure, quando un giovane mi chiese se aspettavo con ansia di essere unito a Dio, e a tutti coloro che se ne sono andati prima di me, feci un collegamento con la prima volta che andai con mia madre e mia sorella nella terra natale dei miei genitori, nel Nord Italia. Mi sembrava di esserci già stato prima. Dopo anni che sfogliavo l'album di fotografie di mia madre, riconobbi le montagne, il paese, le case e la gente. Appena entrammo nella valle, dissi: «Dio mio, questo posto lo conosco. Sono a casa». In qualche modo, penso che passando da questa vita alla vita eterna sia una cosa simile. Sarò a casa» (card. Joseph Bernardin)

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