Parrocchia Sant'Erasmo

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

19_feb_2017_6_to

19 febbraio 2017 - 7ª domenica t. ord.

Il dono del perdono

Amate i vostri nemici (Mt 5,44)

Carissimi,

il Signore vuole guarire le nostre relazioni umane. Gesù nel “discorso della montagna” ci parla di amore al nemico. L'esperienza del perdono ricevuto da Dio può dare la forza interiore di perdonare a nostra volta, come ripetiamo nel Padre nostro.

Il grande comandamento dell’amore si precisa già nell’Antico Testamento come norma fondamentale del vivere civile, oltre che come criterio di autentico rapporto con Dio. Gesù ne approfondisce i contenuti e rende universale la sua estensione, mettendo in rilievo come il solo amore costituisce una risposta efficace al male. Per Gesù non basta un’osservanza puramente esteriore della legge, ma vede nell’amore la sintesi della legge. Ne amplia l’estensione non limitandolo ai connazionali come faceva l’Antico Testamento; l’amore per l’altro non può escludere nessuno, neppure i propri nemici. Gesù propone l’amore al nemico: in questo modo i discepoli di Gesù saranno simili al Padre celeste, che diffonde i suoi doni su buoni e cattivi, su giusti e ingiusti. Questo comandamento non è un precetto fra gli altri, ma il centro e il vertice di tutti i comandamenti. L’agire misericordioso di Dio è un dono gratuito, come sono gratuite la luce del sole che brilla ogni giorno e la pioggia che feconda i campi. In effetti, è proprio questo il modo di essere di Dio: «fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti». Ama perché è amore, non può sottoporlo a condizioni e contraccambi, non può escludere il dono necessario della libertà. Per questo, pur chiedendoci di amare i nemici, di perdonare, di puntare all'amore più grande, continuerà a volerci bene quando non porgeremo l'altra guancia come quando saremo noi a schiaffeggiare il nostro prossimo. Gesù ci suggerisce anche tre indicazioni per concretizzare questo amore: pregare per i nemici che perseguitano; non limitarsi ad amare coloro che ci amano; non salutare soltanto i propri fratelli. Proviamo in questa settimana fare nostro questo invito di Gesù: la meta che Lui ci propone non è quella di eseguire un ordine, quanto di seguire e di imitare il Padre, buona domenica, don Vincenzo, don Rito ed il diacono don Antonio

AIUTACI A PERDONARE

Lo sai, Signore, che perdonare è

la cosa più difficile che ci hai chiesto.

Ma è anche il dono più liberante e più grande

che possiamo vivere.

Per questo abbiamo bisogno della tua forza,

Tu che sei maestro del perdono,

Tu che sei fonte di riconciliazione e di Grazia.

Riempi i nostri vuoti con la quiete della tua pace,

con la gioia delle cose semplici,

con la meraviglia della tua fantasia,

con la bellezza dei tuoi orizzonti.

Lenisci la sofferenza delle nostre ferite,

sciogli il rancore e il risentimento.

Donaci la sapienza

per scendere nel cuore di chi ci ha fatto del male,

per sentire il suo tumulto e la sua rabbia,

il dolore che l'ha portato a covare la vendetta,

e a farla esplodere in violenza.

Aiutaci a vincere il nostro disagio,

perché col perdono davanti a Te non si perde mai,

e si guadagna salute, pace, vita, onore.


VANGELO VIVO TUTTO È GRANDE PER CHI È NELL’AMORE

Un sabato, dopo aver accompagnato a scuola mio figlio, ero entrata in chiesa per una breve preghiera sedendomi all’ultimo banco. Ad un tratto, nella chiesa deserta, entra una persona che, avvicinatasi a me, mi strappa la borsa poggiata sulle gambe e fugge via. Il panico: mio marito era in Spagna per lavoro e senza chiavi non sarei potuta rientrare a casa… Avevo in borsa anche tutti i documenti… In uno slancio istintivo mi precipito fuori dalla chiesa, mentre lo scippatore accendeva la sua moto per fuggire. Mi sono aggrappata al suo braccio, pregandolo di lasciarmi le chiavi e i documenti… Mi ha trascinata un po’ facendomi cadere e poi è riuscito a fuggire.

Una giovane coppia che aveva assistito alla scena si è subito avvicinata per aiutarmi. Lui, medico, verificato che avevo solo delle contusioni, ha inveito contro lo scippatore con durezza: “Tanto questi prima o poi muoiono tutti; I’ Aids fa giustizia”. A queste parole, che mi hanno fatto male più dei lividi, ho risposto con tutto l’amore possibile: a me sembrava un povero disgraziato che chissà quali situazioni drammatiche potevano aver spinto a quel gesto disperato. La rabbia del mio soccorritore è svanita e mi ha dato ragione.

Mentre andavo via, riflettendo che solo l’amore può vincere sul male e sull’odio, interrompendo la catena di situazioni negative, poco più avanti ritrovo la mia borsa gettata sul lato della strada: dentro c’era l’intero contenuto anche i soldi. Nulla è piccolo di ciò che è fatto per amore… Anche togliere dalla strada una bottiglia di vetro rotta, lasciare più pulito di come l’ho trovato un bagno pubblico, perché chi ne usufruirà dopo possa trovarlo come avrei desiderato trovarlo io… C.L.

You are here: