Parrocchia Sant'Erasmo

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31_dic_2017-FFamiglia

31 Dicembre - FESTA della SANTA FAMIGLIA

Carissimi,

la festa della Santa Famiglia di Nazareth mette davanti agli occhi l’esempio dell’amore che si dona e si diffonde. Certo, la famiglia vive oggi tanti momenti di difficoltà e spesso di disgregazione. Mai come oggi si avverte la necessità di modelli positivi per le relazioni familiari. Il segno della famiglia di Nazareth, nella sua semplicità e nella sua forza, ci rinvia al mistero della vita che non è prodotto dai nostri sforzi, ma che è anzitutto dono e capacità di ascolto. Luca ci racconta la presentazione di Gesù al Tempio e conclude il racconto con una semplice annotazione: il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui. É una notizia sulla vita quotidiana a Nazareth. Cominciano qui i lunghi anni nascosti, la vita quotidiana di Gesù fa parte del piano misterioso dell’amore di Dio, che ha voluto salvare gli uomini entrando nella semplicità e ordinarietà del quotidiano. Anche la nostra vita quotidiana, spesso fatta delle cose che si ripetono ogni giorno, è una vita abitata da Dio; siamo chiamati a modellare la nostra umanità sull’umanità di Gesù e lasciare che la grazia di Dio ci lavori. Potremo così crescere pieni della sapienza che nasce dal vivere la Parola che il Signore ci rivolge, riflettiamo il breve testo tratto della lettera apostolica di papa Francesco che vi proponiamo di seguito, vi salutiamo con affetto augurandovi un Buon Anno Nuovo 2018, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.

Dall’Amoris laetitia di Papa Francesco:

«Davanti ad ogni famiglia si presenta l’icona della famiglia di Nazaret, con la sua quotidianità fatta di fatiche e persino di incubi, come quando dovette patire l’incomprensibile violenza di Erode. Come i magi, le famiglie sono invitate a contemplare il Bambino, a prostrarsi e ad adorarlo. Come Maria, sono esortate a vivere con coraggio e serenità le loro sfide familiari, tristi ed entusiasmanti, e a custodire e meditare nel cuore le meraviglie di Dio (...). Nazaret ci ricordi che cos’è la famiglia, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro; ci faccia vedere come è dolce ed insostituibile l’educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell’ordine so-ciale (...). Nessuna famiglia è una realtà perfetta e confezionata una volta per sempre, ma richiede un graduale sviluppo della propria capacità di amare. C’è una chiamata costante che proviene dalla comunione piena della Trinità, dall’unione stupenda tra Cristo e la sua Chiesa, da quella bel-la comunità che è la famiglia di Nazaret. E tuttavia, contemplare la pienezza che non abbiamo ancora raggiunto ci permette anche di relativizzare il cammino che stiamo facendo, per smettere di pretendere dalle relazioni interpersonali una perfezione, una purezza di intenzioni e una coerenza che potremo trovare solo nel Regno definitivo. Inoltre ci impedisce di giudicare con durezza coloro che vivono in condizioni di grande fragilità. Tutti siamo chiamati a tenere viva la tensione verso qualcosa che va oltre noi stessi e i nostri limiti, e ogni famiglia deve vivere in questo stimolo costan-te. Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare!».


PREGHIERA PER LA FAMIGLIA

Che nessuna famiglia cominci per caso,
che nessuna famiglia finisca per mancanza d'amore,
che gli sposi siano l'uno per l'altra, con il corpo e con la mente,
e che nessuno al mondo separi una coppia che sogna.

Che nessuna famiglia si ripari sotto i ponti,
che nessuno si intrometta nella vita degli sposi e nel loro focolare,
che nessuno li obblighi a vivere senza orizzonti,
e che vivano del passato, nel presente in funzione del futuro.
Che la famiglia cominci e finisca seguendo la sua strada
e che l'uomo porti sulle spalle la grazia di essere padre;
che la sposa sia in un cielo di tenerezza, di accoglienza e di calore,
e che i figli conoscano la forza dell'amore.
Che il marito e la moglie abbiano la forza di amare senza misura
e che nessuno si addormenti senza aver chiesto perdono

e senza averlo dato,
che i bambini appendano al collo il senso della vita,
e che la famiglia celebri la condivisione dell'abbraccio del
pane.
Che il marito e la moglie non si tradiscano e non tradiscano i figli,
che la gelosia non uccida la certezza dell'amore reciproco,
che nel firmamento la stella più luminosa

sia la speranza di un cielo qui, adesso e dopo.

(Padre Zezinho)



VANGELO VIVO

L'hanno ribattezzato «il bambino del Sinodo», Davide Paloni, 4 mesi, dodicesimo figlio di Massimo e Patrizia, quando è entrato un po' spaesato nell'aula dove i suoi genitori hanno testimoniato la propria esperienza davanti ai 300 padri sinodali. Una famiglia chiamata dalla nunziatura olandese, perché da undici anni è missionaria a Maastricht per il Cammino Neocatecumenale. Massimo racconta di come abbia riempito la sua vita la scelta di lasciare il lavoro di manager in Italia, nonostante agli inizi non sia stato facile mantenersi, adattandosi a fare le pulizie o a lavorare in un call center. In seguito l'evangelizzazione è diventata l'attività a tempo pieno, e hanno potuto constatare che la Provvidenza, attraverso la condivisione della comunità, ha sempre fatto trovare loro il necessario. Non si sentono un modello, ma «se nei Paloni qualcuno ritrova qualcosa di bello è perché lo ha voluto Dio».



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