Parrocchia Sant'Erasmo

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28 gennaio 2018 - 4ª domenica t. ord.

Insegnava loro come uno che ha autorità (Mc 1,22)

Carissimi,

Gesù aveva fama di guaritore e si dimostrava più forte di ogni sorta di demoni, che fino a quel tempo avevano bloccato o distrutto le vite di tante persone. Doveva essere impressionante l’incontro con Gesù per i suoi contemporanei.

Il profeta promesso da Dio, che parlerà in suo nome, cui occorrerà dare ascolto e seguire è il Cristo: insegna in modo autorevole, non appellandosi a maestri umani e si mostra potente e vincitore contro le forze che rendono schiavo l’uomo. Gesù, dice Marco, “insegnava loro come uno che ha autorità”, non come gli scribi che sanno riferirsi ad autorità precedenti e trasmettere delle prescrizioni giudaiche. Gesù propone contenuti forti, si rifà al Padre, mostra competenza, capacità di capire le esigenze dell’uomo e decisione nel denunciare il male. La parola del Maestro rende liberi. La sua parola ci permette di crescere, di maturare in noi quegli atteggiamenti che fanno di noi uomini e donne liberi.

Sappiamo che in un’altra pagina del vangelo, Gesù parla della parola di Dio come di un seme e del cuore umano come di un terreno. Seme e terra sono fatti l’un per l’altra. La terra senza seme è un deserto arido e infruttuoso; il seme senza terra è una cosa inutile. Ma quando un seme cade sul terreno buono nasce una pianta che a suo tempo maturerà i frutti. Così è della Parola: quando la ascolti con attenzione, la tieni nel cuore e la metti in pratica… allora la tua vita diventa un “giardino” dove fioriscono le opere, frutto di quella parola ascoltata. Gesù ci dona il suo insegnamento, la sua parola, perché essa porti frutti di opere buone in noi.

La vita cristiana si realizza quando rispondiamo alla Parola che Dio ci rivolge con un’adesione credente e obbediente al suo progetto d’amore. Se il suo parlare è donarsi, anche il nostro ascoltare è donarsi, don Vincenzo ed il diacono don Antonio.


INSEGNANTI, VOLENTI O NO

Siamo tutti insegnanti, Signore.

Sì, genitori e maestri, operai e casalinghe,

sportellisti e venditori, spazzini e ricercatori.

La nostra vita è un libro aperto,

tutti possono apprendere

o disimparare da noi.

Sta a noi dare fiducia o toglierla,

offrire un sorriso o un viso cupo,

portare calma o nervosismo,

vedere i pregi o soltanto i difetti,

fare complimenti o ferire nel profondo,

farsi i fatti propri o ascoltare gli appelli degli altri,

fregarsene di sé o cavillare sui propri limiti,

sopravvivere o vivere.

Aiutaci a essere fedeli e coerenti,

perché non c’è nulla di più disorientante

che dare messaggi opposti con la nostra vita.

Aiutaci a essere portatori di bene,

messaggeri di giustizia e speranza,

casse di risonanza di buone notizie.

In fondo in fondo,

aiutaci, Signore, a essere tuoi.

 

VANGELO VIVO LIBERI DA PREGIUDIZI

Con una piccola e viva comunità evangelica metodista della nostra città abbiamo deciso di metterci a servizio dei numerosi immigrati del Nord Africa che vivono nel nostro territorio: tunisini che lavorano come braccianti nella sericoltura, senegalesi e marocchini che lavorano come venditori ambulanti… Molti di loro non hanno un pasto caldo durante la settimana, progettiamo così un servizio di mensa a cui invitiamo gli immigrati che arrivano settimanalmente per la fiera-mercato. A turno facciamo la spesa, cuciniamo, serviamo e consumiamo i pasti con loro. Tra un piatto e l’altro vediamo crollare pregiudizi e luoghi comuni. S. F. – Italia

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